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Zátopek corre

di Emil Zátopek

Traduzione  di Michele  Sirtori
Introduzione di Stefano Baldini

Formato: 11,5 x 19,5
128 pagine
Prezzo: € 14,00
Anno di pubblicazione 2011
ISBN: 978-88-902274-9-3


Il libro

Chi meglio di Emil Zátopek stesso può raccontare la propria vita? Ai propri posti, pronti, pum! parte una corsa che va dall’infanzia, passa attraverso i primi anni di apprendistato e studio lontano da casa, le prime “casuali” gare d’atletica, la straordinaria carriera costellata da innumerevoli record mondiali e i successi olimpici di Londra ’48 e Helsinki ’52 (primo e unico atleta al mondo a far saltare il banco vincendo – con relativi record olimpici – tutte e tre le discipline di lunga distanza: 5000, 10.000 e maratona), per giungere infine agli ultimi anni di competizioni e al “nastro d’arrivo” del ritiro. Il tutto con una narrazione semplice, spigliata e delicata, carica di dettagli inediti e umorismo, che ci porta a scoprire un personaggio umile e carico di umanità, vissuto in un’epoca straordinaria per l’atletica e la storia mondiale. Atleta capace di dare più del possibile in ogni gara, che fosse l’olimpiade o una corsetta locale, di cercare la vittoria per non dare un dispiacere al suo custode di casa o di gioire per la vittoria di avversari che prima e dopo le gare erano innanzitutto suoi amici. Il suo essere precursore nelle tecniche di allenamento viene illustrato in un’appendice di notevole valore tecnico-storico. Il libro sarà accompagnato da una sezione web dedicata. Per l’introduzione abbiamo pensato che il minimo, ma proprio il minimo, fosse farla redarre da un suo collega olimpionico, campione anche lui in pista e nella vita: Stefano Baldini!

L’autore

Emil Zátopek (Kopřivnice, 19 settembre 1922 – Praga, 21 novembre 2000), sesto di sette figli,  è stato uno dei più celebri atleti nella storia dell’atletica mondiale. Il pa-dre, falegname appassionato di orti e apicultura, gli impose di smettere le gare in nome della salute. Lavorò come apprendista e in seguito studiò chimica a Zlín presso il celebre calzaturificio Baťa. Nello stesso periodo iniziò non volontariamente la carriera atletica.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale si arruolò nel nascente esercito cecoslovacco e visti i risultati poté allenarsi e gareggiare a tempo pieno diventando atleta di punta della squadra dell’esercito e conseguendo vittorie in tutto il mondo nelle più svariate manifestazioni sportive. A fine carriera si dedicò alla promozione dell’atletica. Avendo appoggiato l’ala democratica di Dubček nel partito comunista cecoslovacco, dopo il ’68 venne emarginato e destinato a lavori umili.

[M.Sir.]